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Il dolce richiamo di Festa a Vico

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Che il nostro fosse un lavoro speciale, dove la passione, il senso di appartenenza, la voglia di emergere e il piacere di stare insieme, superano di gran lunga il senso del dovere e la ratio commerciale, in reltà lo sapevamo bene e probabilmente è uno dei motivi che ci spinge ad amarlo e rispettarlo sempre di più.

Capita poi da qualche anno a questa parte di tornare puntualmente a Vico Equense per la Festa ideata e plasmata da Gennaro Esposito e allora comprendi fino in fondo come "il gioco delle mani amiche" non sia uno slogan creato ad arte per veicolare una delle manifestazioni gastronomiche più importanti del Meridione, ma in realtà capisci quanto solidarietà e condivisione possano trasformarsi in ingredienti molto più determinanti delle materie prime che abitualmente utiliziamo nei nostri laboratori per garantirci la migliore riuscita delle nostre ricette.

Il brusio festoso di Vico ti riporta per qualche giorno in una dimensione alternativa dove cucinare per strada, decorare un dolce in un cortile, scambiarsi gli attrezzi del lavoro e magari confrontarsi spontaneamente con colleghi ai  quali fino a dieci minuti prima non avevi mai rivolto la parola , ebbene tutto in pochi attimi diventa incredibilmente normale, l'epilogo naturale di un copione non scritto il cui finale nasconde la sorpresa più inaspettata: lo smisurato senso di appagamento che ti conquista nel momento in cui realizzi che nel tuo piccolo hai contribuito a perorare una nobilissima causa.

Una volta tanto i tuoi dolci porteranno un sorriso e magari un pizzico di gioia anche a chi non ha avuto il piacere di degustarli.

Ed è così che quando cala il sipario un pò ti dispiace di lasciare Vico, in quanto vorresti che la magia di queste serate ti accompagnasse ancora per qualche tempo e che "il gioco delle mani amiche" potesse  protrarre i suoi benefici effetti anche nelle attività di routine della tua vita professionale.

E magari succede davvero, basta crederci.